Sul sito del ministro Fontana a sorpresa spunta…il Cialis

L'ironia social è già scoppiata, e torna alla mente il discorso di Bossi a quel comizio del 96, divenuto un vero e proprio "cult".

Il neo ministro a “Disabilità e Famiglia” Lorenzo Fontana sta facendo molto discutere per le sue opinioni in merito ad aborto, testamento biologico e, soprattutto, famiglie arcobaleno. Dichiarazioni che stanno avendo grande risonanza, dopo le polemiche legate al Gay Pride che si è tenuto a Bergamo. Ma provando a cercare il nome del ministro Fontana su Google ci si imbatte in qualcosa di strano.

La strana descrizione del sito del ministro Fontana

Se siete appassionati di politica sicuramente lo avete fatto. Siete andati a cercare i nomi dei nuovi ministri su Google. Diversi di loro hanno un proprio sito internet personale. Compreso il ministro Lorenzo Fontana. Ma, cercando il suo nome sul motore di ricerca, quello in cui ci si imbatte non è certo quello che ci si aspetterebbe di trovare. Il sito www.lorenzofontana.org c’è e cliccandoci sopra sembra tutto a posto. Ma a lasciare perplessi è la metadescrizione del sito. Cioè quelle due righe che compaiono sulla pagina di ricerca sotto al nome del sito internet che servono a farci capire cosa più o meno troveremo all’interno del sito.

Fontana e lo scivolone sul Cialis

Beh, leggendo la descrizione del sito di Fontana su Google c’è da rimanere a bocca aperta. Sotto il nome del sito infatti appare un invito ad acquistare il Cialis a prezzo scontato. Il Cialis è un farmaco che si utilizza per il trattamento della disfunzione erettile maschile, al pari del più conosciuto Viagra. Ma cosa c’entra con il ministro? Difficile a dirsi. Con ogni probabilità si tratta di un errore del gestore del sito che ha inserito una descrizione decisamente…fuori luogo.

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L’ironia social

Lo scivolone non è sfuggito ai più attenti internauti, e sta facendo velocemente il giro dei social network non senza suscitare qualche battuta. La più gettonata è, neanche a dirlo, quella che si rifà alle parole del leader leghista Umberto Bossi. Il senatur, nel lontano 1996, dal palco di un comizio aveva urlato a gran voce la “prestanza virile” dei membri della Lega Nord. Dopo più di 20 anni, in effetti,  un “aiutino” potrebbe tornare utile.

cialis | Domenica 10 Giugno 2018 - 11:19 pm | | Predefinito
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Inizia l'era post Viagra

Onde d'urto, gomme da masticare e gelL'armamentario delle terapie contro le défaillance dell'uomo sotto le lenzuola si arricchisce di nuovi strumenti "più al sicuro dal rischio contrattazione". A passarli in rassegna sono gli esperti della Società italiana di andrologia, riuniti a Roma per il 42esimo Congresso nazionale Sia. Gli specialisti tratteggiano il futuro dell'era post-Viagra, a 20 anni dal primo via libera alla pillola dell'amore che ha rivoluzionato i trattamenti contro la disfunzione erettile maschile.

Nel 70% dei casi - ricordano - chi acquista medicine sul web lo fa proprio per comprare Viagra, la pillola blu a base di sildenafil che in Rete ha un giro d'affari stimato in 4-6 miliardi di euro soltanto in Italia e viene venduta da oltre 15 mila siti visitati da quasi 13 milioni internauti al mese. Ma solo il 10% delle volte il principio attivo nelle confezioni disponibili online è quello giusto, al dosaggio opportuno. Da qui la necessità di tutelare la salute dei pazienti con cure altrettanto efficaci, a costi uguali, ma meno falsificabili: "Dalle onde d'urto sul pene ai biofilm orali, veri e propri chewing-gum dell'amore, fino al gel per uso locale utile per chi non tollera gli effetti collaterali delle compresse".

"Siamo finalmente in un'era post-pillole dell'amore, in cui la tecnologia ci garantisce terapie all'avanguardia e soprattutto non clonabili - afferma Alessandro Palmieri, presidente Sia - La pillola blu è stato un ottimo farmaco e ha aperto la strada, però è anche il più contraffatto del mercato: circa un terzo degli uomini che acquista farmaci per risolvere la disfunzione erettile ricorre all'autosomministrazione e spesso se li procura sul web, dove il Viagra costa anche 10 volte meno rispetto alla farmacia, ma non garantisce" efficacia e sicurezza. "Le pillole non autorizzate, che arrivano soprattutto da India e Cina - avverte il medico - contengono spesso dosaggi anomali, fino al doppio del dovuto, oppure non hanno alcun principio attivo. Soprattutto, nell'8,5% dei casi sono state riscontrate sostanze tossiche o velenose, perfino in grado di provocare danni permanenti".

LE ONDE D'URTO - Fra le nuove terapie, "un esempio sono le onde d'urto: possono essere utili nel 70% dei pazienti con disfunzione erettile di grado lieve o medio con una causa organica della malattia - precisa Palmieri - che nel nostro Paese sono circa un milione, pari a un terzo del totale dei casi. Si tratta di 'colpi' a basso voltaggio già utilizzati per la cura del calcoli renali: il trattamento, che non è per nulla doloroso, prevede in media 6 sedute e può guarire i pazienti, consentendo loro di dire addio ai farmaci e alla necessità di programmare i rapporti".

I CHEWING-GUM DELL'AMORE - Sul fronte farmaci, gli andrologi segnalano i biofilm orali che si mettono sulla lingua e si sciolgono in pochi secondi: disponibili da un anno in Italia, ne sono stati utilizzati oltre 350 mila. "Anche qui tecnologia è la parola chiave - prosegue il numero uno della Sia - I principi attivi vengono infatti introdotti all'interno di vettori che si sciolgono al contatto con la saliva secondo un processo molto avanzato: ciò permette un assorbimento più veloce nella bocca, evitando il passaggio nello stomaco e nel fegato che può distruggere una gran quantità di farmaco. Tutto ciò rende il biofilm più rapido e più attivo".

IL GEL - "La tecnologia è avanzata anche nel gel intrauretrale a base di alprostadil, appena arrivato in farmacia - ricorda lo specialista - che si applica localmente al momento del rapporto: si tratta di una prostaglandina legata a una sostanza inerte che la trasporta dal canale uretrale nel pene, dove serve. Ha un effetto vasodilatatorio molto rapido che favorisce l'erezione, e oggi viene utilizzata da chi non sopporta gli effetti collaterali degli altri farmaci sistemici e dai pazienti che preferiscono una sostanza che agisca e venga introdotta esattamente dove ve ne è bisogno". Gel e chewing-gum dell'amore sono "tecnologie entrambe molto difficili da 'taroccare'".

Cercare soluzioni sempre nuove è tanto più importante pensando ai bisogni del paziente. I dati dello studio 'Conser', condotto dalla Sia e presentati al meeting capitolino, indicano che "solo l'8,5% è pienamente soddisfatto delle offerte terapeutiche; il 70 % non va oltre un 'abbastanza soddisfatto'". Per Palmieri e Tommaso Cai, segretario della società scientifica, "esistono esigenze a cui non è stata data ancora sufficiente risposta. E secondo gli andrologi, fra i limiti alla piena soddisfazione degli uomini ci sono il costo dei farmaci (per 70% degli intervistati), gli effetti collaterali (15%) e la scarsa efficacia (14%)".

"Ampliando il panorama delle soluzioni - commenta Mauro Silvani, coordinatore dello studio Conser - è più facile che ciascuno trovi quella più adatta alle proprie necessità e le nuove terapie possono certamente essere d'aiuto. Il chewing-gum dell'amore, per esempio, secondo gli andrologi intervistati per lo studio è particolarmente gradito grazie alle sue peculiarità: il 60% degli uomini ritiene la rapidità d'azione uno dei vantaggi maggiori, l'8,5% ne apprezza la possibilità di assunzione con il cibo, il 6,8% i minori effetti collaterali. Pazienti diversi hanno bisogno di farmaci differenti e formulazioni diverse: c'è chi vuole una pronta azione, chi una lunga durata. Non c'è una soluzione unica per tutti, ma grazie alle innovazioni tecnologiche tutti potranno trovare quella giusta per s é, ritagliata sulle proprie esigenze".

cialis | Domenica 03 Giugno 2018 - 8:30 pm | | Predefinito

Caffè al viagra: ritirato per i suoi “sgradevoli” effetti collaterali

Un particolare brand di caffè ha prodotto una qualità con effetti simili a quelli del viagra, salvo poi ritirarlo volontariamente dal mercato perché giudicato “pericoloso per la salute”. Cos’è successo e dove.

Questione di punti di vista, verrebbe da dire. In effetti un brand di caffè americano, la Bestherbs Coffee LLC con sede a Dallas, ha scoperto un effetto “particolare” in un suo prodotto e ha deciso di comportarsi in un modo ancor più particolare. L’effetto in questione richiama il viagra, visto che il principio attivo è molto simile a quello della pillola blu. La reazione, anziché celebrare la scoperta e rilanciarla in pompa magna per rivolgersi ad un pubblico ancora più ampio, è stata invece quella di un immediato e volontario ritiro dal mercato.

 

Com’è stato certificato dalla Food and Drug Administration (FDA), il caffè della Bestherbs Coffee LLC contiene desmethyl carbodenafil, che ha una struttura simile al sildenafi (principio attivo del viagra, appunto). Il nome del caffè è Kopi Jantan Tradisional Natural Herbs Coffee e veniva distribuito in tutto il territorio degli Stati Uniti finché la casa produttrice non ne ha ordinato appunto il ritiro. Evidentemente, a conti fatti, i “contro” si sono dimostrati più rilevanti dei promettenti “pro”. O meglio, i rischi per la salute avrebbero potuto rivelarsi gravi e vanificare così qualsiasi beneficiosupposto per la vita di coppia.

 

Il motivo sarebbe legato ad alcuni particolari effetti collaterali che potrebbero rivelarsi nocivi per le persone che assumono medicinali per curare il colesterolo, la pressione arteriosa e altre patologie cardiache. Ma non finisce qui: potrebbero esserci problemi anche per i soggetti intolleranti al latte. Da qui la drastica decisione dell’azienda, che ha preferito tutelare la salute a discapito della vita tra le lenzuola. Per buona pace degli uomini, i consumatori hanno dovuto riconsegnare le confezioni di caffè ricevendo sia il rimborso del prodotto che le spese di spedizione sostenute. Niente “aiutino” dal caffè: il sesso forte, per le sue performance, non potrà contare sulla bevanda nera più consumata al mondo.

cialis | Domenica 06 Agosto 2017 - 8:15 pm | | Predefinito
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Viagra, veleno per topi nelle pasticche comprate online

Acquistarli è semplicissimo. Basta digitare in Google il nome di qualche farmaco per la disfunzione erettile che compaiono infiniti siti internet. Spesso è proprio il motore di ricerca, a suggerirti di aggiungere “senza ricetta” mentre digiti. Viagra, Cialis, Levitra e tutti i generici: le pillole che aiutano l’uomo a fare l’amore sono a portata di click. Alcuni siti offrono pure il bonus: acquisti 10 pillole da 10 milligrammi e te ne regalano quattro di un’altra marca e pure l’assicurazione per la spedizione. Altri ti fanno lo sconto sul pacchetto, anche fino al 50%. Tutto trasparente: i siti specificano il costo per pillola, i pagamenti sono garantiti. Arrivano direttamente a casa tua attraverso corriere con tracciabilità dai 5 giorni alle tre settimane. I costi della spedizione vanno dagli 8-9 euro ai 25.

DALL’INDIA E CINA
Quelli per le disfunzioni erettili sono i primi farmaci che gli italiani acquistano online, in continuo ed esplosivo aumento. Edoardo Mazzilli è funzionario delegato dell’ufficio investigazioni della direzione generale Antifrodi dell’Agenzia delle Dogane. Racconta a Libero che nel 2016 hanno scoperto 600mila farmaci falsi, contraffatti o falsificati. E soltanto nei primi mesi del 2017 ne hanno pizzicati altri 350mila. «Più del 50% di questi sono farmaci a base di avanafil, sildenafil, tadalafil, vardenafil (i principi attivi dei farmaci per le disfunzioni erettili, ndr)», spiega il funzionario, «e solo dopo vengono i farmaci per il dimagrimento, per lo sviluppo della massa muscolare, e gli integratori alimentari».

Almeno trecentomila farmaci per l’erezione provenienti da paesi extra Ue sono passati dalla Dogana italiana. E poi ci sono quelli che sono arrivati direttamente a casa degli italiani. Pacchetti piccolissimi, non certo grandi quantità. Funzionari ed agenti ce la mettono tutta, hanno attivato controlli incrociati su pacchi sospetti e allertano le nostre forze dell’ordine. «Noi stessi facciamo controlli a campione sulla merce anche già sdoganata«, dice Mazzilli, «e grazie a una convenzione che lega tutte le amministrazioni doganali europee ci vengono segnalate le spedizioni ritenute a rischio, ci coordiniamo con i Carabinieri del Nas”.

In gergo medico si chiamano “inibitori della PDE5” e per questi farmaci occorrerebbe la prescrizione del medico: all’Agenzia italiana del farmaco sottolineano che «è limitata ai pazienti con disfunzione erettile neurogena da lesione incompleta del midollo spinale o del plesso pelvico, di origine traumatica, infiammatorio/degenerativa o iatrogena». Con internet, si aggira l’incontro con il dottore di famiglia, si resta del tutto anonimi e, forse, si cerca di nascondere l’acquisto anche alla consorte. Grazie alle offerte, si risparmia anche qualche euro. Si compra online «in parte a causa dell’imbarazzo dei pazienti con disfunzione erettile, ma in parte per la voglia di sperimentare pillole che si pensa possano migliorare le prestazioni sessuali», dice Vincenzo Mirone, segretario generale della Società italiana di urologia. Il problema è che si può rischiare in salute.

Oltre a non conoscere il dosaggio giusto per te, quando fai click per comprare non puoi sapere da dove provengano quei farmaci. Mazzilli spiega che quelli intercettati alle Dogane arrivano per il 70% dall’India «perché ha un’industria chimico-farmaceutica molto sviluppata». Poi c’è la Cina, il Kenya, Singapore… ma tu quando che compri non lo sai. Non c’è scritto da nessuna parte.

Lo stesso direttore dell’Ufficio qualità prodotti dell’Agenzia italiana del farmaco spiega che «è impossibile certificare la qualità dei farmaci venduti da siti web non autorizzati: non è possibile stabilirne la provenienza, come siano stati fabbricati e cosa contengano. Le analisi su alcuni sequestri hanno rilevato, ad esempio, la presenza di gesso e vernice stradale. L’offerta illegale è varia e comprende prodotti senza ingredienti attivi, con principi attivi diversi da quanto dichiarato e, in alcuni casi, sostanze tossiche». Oppure succede che la pillola imita gli effetti del prodotto originale, «così che il consumatore non si accorga immediatamente della falsificazione».

FARMACIE ILLEGALI
Mirone ricorda che da analisi dell’Organizzazione mondiale della sanità emerge che «solo l’1% è una copia esatta del prodotto originale. Il 32% non presenta alcun principio attivo, il 21,4% ne contiene uno diverso da quello dichiarato, il 20,2% presenta un dosaggio errato. In alcune pillole potrebbe esserci lucidante per il pavimento, veleno per topi o nickel o impurità dannose per l’organismo».

Nel 2017 sono già state chiuse più di 6mila farmacie illegali online, sono 20mila quelle bloccate nel 2016. Un regolamento italiano entrato in vigore due anni fa prevede infatti che le farmacie possano vendere su internet medicinali senza obbligo di prescrizione e farmaci da banco solo se iscritti a un registro, consultabile da tutti sul sito del ministero della Salute. Anche in questo caso vale il principio secondo cui, essendoci di mezzo la salute, è sempre meglio rivolgersi al proprio medico prima di lanciarsi in acquisti poco sicuri sul web.

cialis | Martedì 25 Luglio 2017 - 7:25 pm | | Predefinito
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Bufale, “viagra” femminile, salute delle donne

Ormai dobbiamo abituarci: ci sono fake news  e fake news: ci sono le “bufale cattive”, quelle che disinformano, che “fuorviano” l’opinione pubblica (dal pensiero omologato dominante) , e “bufale buone”, quelle che non si devono chiamare bufale, quelle notizie false che non sono proprio false false… mi spiego: non sono le notizie a non esser vere, è la realtà che si ostina a non volersi adeguare all’ideologia.

E così, se parlano le femministe, tutto quel che dicono va preso come oro colato.

Poi però si scopre che è tutta una bufala…

La Big Pharma, per esempio ha diffuso delle notizie false. Già nel 2015 scrivevamo criticamente del “Viagra rosa” e del suo scarso successo.

Una piccola azienda, la Sprout Pharmaceuticals, era stata venduta alla  Valeant per  un miliardo di dollari: il prodotto principale della Sprout era Addyi (flibanserina), un farmaco approvato dalla FDA per aumentare la bassa libido femminile: una sorta di viagra per donne, appunto.

Dice BioEdge che la Valeant in realtà ha speso tanto perché la Sprout aveva gestito una campagna altamente professionale di lobbying per fare pressione sulla FDA affinché approvasse un farmaco che ha dimostrato di essere molto costoso, molto scomodo, molto pericoloso e inefficace. Tant’è vero che  Addyi è stato un fallimento commerciale.

Ma, secondo PharmedOut , un progetto della Georgetown University Medical Center la cosa grave che la vicenda ha dimostrato è che la FDA può essere indotta ad approvare un  farmaco, anche se cattivo, grazie a pubbliche relazioni guidate in modo intelligente, soprattutto se condite di ideologia che fa perdere di vista il sano senso della realtà.

E ci vengono subito in mente le varie pillole anticoncezionali e abortive; gli ormoni per bloccare la pubertà…

La Sprout aveva assunto un’agenzia specializzata, la Blu Engine per fare pressione sulla FDA. Ha addirittura inventato una patologia, il “disturbo da desiderio sessuale ipoattivo “, e ha montato un falso movimento femminista che per la “parità di genere”,  chiedeva anche per le donne una sorta di Viagra. Sono stati ingaggiati lobbisti come l’ex direttore dell’Ufficio della FDA che si occupava di salute femminile, e ha reclutato (pagato) decine di gruppi di consumatori che testimoniassero a favore di Addyi.

Subito dopo l’approvazione della FDA il sito web del movimento femminista che chiedeva il “Viagra rosa” è scomparso.

Magari la prossima volta sarà il caso che le decisioni che davvero incidono sulla salute pubblica vengano prese in modo oggettivo e non ideologico: per la “parità di genere” si accetta tutto, si approva tutto e anche le bufale diventano “buone”.

I media sono corresponsabili del danno che Addyi ha arrecato alla salute pubblica, perché quando parlano gruppi femministi (anche quando sono “finti”) si mettono sull’attenti e fanno da grancassa, a prescindere da quella che è la sana realtà.

cialis | Mercoledì 28 Giugno 2017 - 3:28 pm | | Predefinito

Farmacie online: già 6mila chiuse nel 2017. In 7 su 10 comprano “Viagra”

Dal viagra agli anoressizzanti, dagli anabolizzanti agli integratori alimentari. Sono già 6mila le farmacie illegali chiuse sul web nei primi mesi del 2017 e oltre 20mila quelle bloccate nel 2016. La fotografia sul fenomeno della vendita online di farmaci falsi è stata scattata ieri, a Roma, da Federfarma Servizi, in collaborazione con la Società Italiana di Urologia (Siu).

Un fenomeno in cui sono soprattutto gli uomini italiani a navigare senza bussola. Perchètra tutti i prodotti, i più venduti – quasi 7 su 10 – sono “pillole dell’amore”. Ovvero, farmaci contro la disfunzione erettile. Cui seguono anabolizzanti e farmaci anticancro (sempre per tumori tipici di patologie maschili).

«È soprattutto una questione culturale – osserva Vincenzo Mirone, segretario Siu – che nasce, in parte, dagli imbarazzi dei pazienti nel parlare al medico delle difficoltà e di eventuali disturbi e sintomi legati alla sfera dell’andrologia e della sessuologia. Poi ci sono certamente i costi minori di questi prodotti. Infatti, appena 1 su 10 contiene il principio attivo in dose adeguata, alcuni ne hanno il doppio e il 25% non ne contiene affatto. E i rischi sono enormi».
I prodotti acquistati sul web, aggiunge Mirone, «possono contenere tracce di altri principi attivi che mettono a repentaglio la salute, come gli ipoglicemizzanti. Inoltre nell’8,5% si trovano impurità pericolose, dall’arsenico al veleno per topi, dall’acido borico alle polveri di cemento». Infine, c’è il rischio che i primi segnali di una patologia cardiovascolare o tumorale curata con farmaci inadeguati, se non dannosi, in completo “fai da te”, possa peggiorare le condizioni. «Questi siti – spiega Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi – si moltiplicano, sfuggono ai controlli e si nascondono fra le maglie della rete. Inoltre, l’uso dei social come canale di promozione sta aumentando soprattutto per la diffusione illegale di farmaci innovativi ad alto costo».

Nel 2016, nell’operazione “Pangea” IX sono state sequestrate, in 103 Paesi, 12 milioni di unità di farmaci illegali o contraffatte, di cui circa 80mila in Italia.

L’indagine Aifa-Università La Sapienza 
Ma ieri a Roma è stata anche presentata un’indagine condotta dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) e l’Università “La Sapienza” di Roma su un campione di mille internauti, dalla quale emerge che oltre il 41% degli intervistati valuta positivamente l’acquisto di farmaci online. Inoltre, il 43,4% ritiene il web
una fonte molto sicura cui rivolgersi per comprare medicinali. E questo a prescindere dal fatto che sul sito web vi sia o meno il “bollino di qualità” del ministero della Salute, creato per identificare la farmacie autorizzate alla vendita di medicinali online, ma ancora poco conosciuto.

«È impossibile – sottolinea Domenico Di Giorgio, direttore Ufficio Qualità Prodotti dell’Aifa – certificare la qualità dei farmaci venduti da siti web non autorizzati, poiché non è possibile stabilire da dove provengano, come siano stati fabbricati e cosa contengano. Le analisi su alcuni farmaci sequestrati hanno rilevato, ad esempio, la presenza di gesso e vernice stradale».

Il sistema «Fakeshare» 
Di qui il progetto di Federfarma Servizi e Siu “Pillole Fakeshare”, che si inserisce nella campagna europea Fakeshare per il contrasto della vendita illegale di farmaci. Online dal 2015 l’interfaccia pubblica di “Fakeshare” è la piattaforma web coordinata dall’Aifa e cofinanziata dalla Commissione Europea (con oltre 350mila euro) per contrastare il commercio illegale di farmaci su Internet. 
L’intento è stato quello di coordinare e ottimizzare, attraverso i sistemi di information technology, le iniziative di contrasto portate avanti dai singoli Paesi, arrivando a una gestione condivisa degli interventi di monitoraggio sulle farmacie web, per fare da supporto alle forze di polizia nelle attività di blocco e oscuramento dei siti illeciti. 
Il progetto Fakeshare ha permesso di creare un repertorio di best practices a disposizione di tutti i soggetti che si dedicano alle attività di intelligence e contrasto della contraffazione nei diversi Paesi europei.
I farmaci contraffatti – provenienti prevalentemente da Giappone, Cina, India, Messico e Taiwan – rappresentano, a livello mondiale, circa il 10% del totale prodotto e riguardano sia i generici che quelli di marca.

cialis | Lunedì 19 Giugno 2017 - 5:12 pm | | Predefinito
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IL FRANCOBOLLO DELL’AMORE: LA NUOVA FRONTIERA DELL’ ‘AIUTINO’ POST-VIAGRA

In principio fu il Viagra, ma tra la somministrazione e l’efficacia bisognava aspettare circa un’ora. Ora, se volete accelerare i tempi, arriva il francobollo dell’amore.

Si tratta di un cerotto da scogliere in bocca circa 15 minuti prima dell’appuntamento galante. Il farmaco non richiede l’utilizzo di acqua, non serve essere a digiuno per ingerirlo ed è più “discreto” da tenere in tasca.

La notizia è stata da commentata da Luciana Littizzetto e Vic nell’ultima puntata del programma La Bomba.

cialis | Martedì 30 Maggio 2017 - 4:05 pm | | Predefinito

Baby boom in Islanda: meglio il calcio del viagra

A distanza di 9 mesi da quel 2-1 di Francia – Islanda, record storico di epidurali: il legame è ovvio…

Che il sesso potesse avere qualche legame con il calcio già lo si immaginava. Ma che addirittura potesse incrementare in questa maniera il tasso di nuove nascite ha dell’incredibile. Succede esattamente in Islanda, dove si sta assistendo ad un baby boom da record. Tante, troppe nascite, da record. Il legame con il calcio è semplice: nove mesi fa, infatti, la Nazionale di questo Paese ha compiuto una storica impresa, umiliando quella inglese.

Baby boom in Islanda. Erano gli Europei di calcio in Francia, ricordate?

Furono Sigurdsson e Sigthorsson a ribaltare il vantaggio iniziale di Rooney su rigore, per il finale 2-1 che proiettò la squadra allora allenata da Lars Lagerback verso la storia. Ebbene, a quanto pare i festeggiamenti si sono spostati dagli stadi alle piazze, per poi proseguire nelle proprie abitazioni. A letto, tra le lenzuola. In compagnia. Ovviamente.

Era il 26 giugno 2016 quando la formazione dell’Islanda sconfisse a Nizza gli ex campioni del mondo, eliminandoli dal torneo. Qualche quotidiano internazionale intitolò l’episodio come “la Brexit del calcio”. A nove mesi esatti rivela la notizia in un tweet il dottor Asgein Petur, il messaggio finisce sul giornale Visir e viene ripreso ovunque. E’ stato infatti somministrato ai pazienti degli ospedali del Paese il numero più alto della storia di epidurali, l’anestesia spinale che viene utilizzata durante i parti. E quindi di nascite. Quasi meglio del viagra, insomma.

cialis | Giovedì 04 Maggio 2017 - 7:41 pm | | Predefinito